Ascolto del territorio

La Città di Acerra, nella definizione del Programma Integrato Città Sostenibile, in qualità di Organismo Intermedio ha messo in atto un percorso di ascolto del territorio e di analisi partecipata, quale passo decisivo verso un’amministrazione aperta, capace di disegnare una strategia di sviluppo condivisa e sperimentare un modello attivo di cittadinanza.

Nel dettaglio la fase di ascolto del territorio rappresenta un percorso di analisi partecipata, sia per individuare e confrontarsi con i bisogni del territorio, sia per definire proposte operative di intervento, che mette l’Amministrazione nelle condizioni di:

  • approfondire i bisogni e le aspettative dei diversi stakeholder cittadini (altre istituzioni territoriali, giovani, imprenditori, commercianti, associazioni culturali, organismi no profit, comitati cittadini, ecc.);
  • mappare, raccogliere e organizzare le informazioni su temi, spazi e servizi;
  • individuare i gap esistenti e le priorità di intervento;
  • definire percorsi condivisi di sviluppo.

La metodologia prescelta si basa su Focus Group/Workshop Scenario che permette di ascoltare e attivare i diversi stakeholder per approfondirne i bisogni, il percepito e le aspettative rispetto all’ambito di intervento del PICS ed è supportata da processi di comunicazione strutturati e aperti che utilizzano anche le nuove tecnologie, in particolare il web e le piattaforme sociali, per costruire un rapporto trasparente, saldo e continuo con la cittadinanza.

ascolto del territorio

Focus Gruop/ Scenario Workshop

Il workshop si propone di attivare in modo sinergico diverse modalità di indagine, coniugandole con un efficace processo di comunicazione verso il territorio.

Lo Scenario Workshop è una metodologia che pone una particolare attenzione all’innovazione e ai trend evolutivi in specifici contesti locali, invitando gli attori della comunità a interrogarsi sui possibili obiettivi da perseguire e sulle concrete azioni da mettere in campo.

A livello pratico la metodologia si articola in tre fasi fondamentali:

  • lo sviluppo di scenari;
  • la mappatura degli stakeholder e delle istituzioni coinvolte;
  • il workshop: sviluppo delle visioni ed elaborazione di idee.

Le prime due fasi sono preparatorie al workshop e coinvolgono un gruppo ristretto di partecipanti, per lo più tecnici ed esperti sui temi definiti dalle quattro direttrici di intervento del PICS. In sostanza si tratta, in primo luogo, di elaborare scenari ipotetici di sviluppo tenendo conto delle eventuali proposte provenienti dal territorio e di alcune principali dimensioni relative a:

  • “quali” sano i fattori che caratterizzano gli scenari di sviluppo;
  • “quali” implicazioni e impatti possono avere per il territorio;
  • “chi” dovrà agire e secondo quali modalità.
    Successivamente si tratterà di identificare e coinvolgere gli attori chiave che prenderanno parte al workshop

Il Workshop Scenario ha l’obiettivo di identificare e chiarire le condizioni e le traiettorie principali per un possibile sviluppo del territorio. In particolare, gli interlocutori privilegiati si confrontano, sulla scorta delle documentazioni presentate, per identificare idee e direttive per le politiche, le azioni e le iniziative future. In questo processo, il singolo partecipante riveste un ruolo di esperto che, come attore locale, conosce le possibilità del territorio e gli ostacoli che si possono frapporre al cambiamento, i processi di cambiamento da attivare che dipendono spesso anche da lui, dalle sue attività attuali e future.

Ne discende una rappresentazione di un possibile futuro e un modo per definire vision comuni, concentrandosi sulle aspettative e sulle proposte. Tali scenari possono venire utilizzati per discussioni sul futuro e sulla pianificazione della città.

Concretamente, nella prima fase del seminario vengono presentate le ipotesi di scenario precedentemente sviluppate dagli esperti. Gli scenari saranno imperniati sui temi più rilevati ai fini dell’attuazione del PICS:

  • contrasto alla povertà ed al disagio;
  • valorizzazione dell’identità culturale e turistica della Città
  • miglioramento della sicurezza urbana;
  • accessibilità dei servizi per i cittadini,

in termini di:

  • spazi e luoghi;
  • le funzioni di uso del territorio
  • le nuove tecnologie;
  • il capitale umano, sociale e culturale
  • le competenze e le risorse esistenti vs le risorse da sviluppare

Pertanto, nella fase di “sviluppo delle visioni” i partecipanti, dopo una breve sessione introduttiva, lavorano in gruppi di interesse, in ragione dell’appartenenza ad una particolare categoria sociale (amministratori, esperti, rappresentati di organizzazioni no profit, imprenditori, associazioni, ecc.).

Durante il lavoro di gruppo, i partecipanti sono invitati a immaginare, in relazione ai temi della discussione, come risolvere i problemi. Devono farlo tenendo come punto di riferimento gli scenari, che prospettano alcune possibili soluzioni alternative (basate su diverse combinazioni nell’uso di spazi, tecnologie e nell’organizzazione della vita sociale). Per facilitare quest’attività, la metodologia prevede una serie di tecniche per la gestione della discussione ed il raggiungimento dei risultati previsti. Le visioni elaborate da ciascun gruppo dovranno poi essere presentate in una successiva sessione plenaria, al termine della quale, con una votazione, sarà scelta la visione comune di tutti i partecipanti. La visione emersa al termine di questa sessione di lavoro, perfezionata dal facilitatore e dai capigruppo in una piccola riunione al termine di questo primo insieme di attività, sarà alla base di quella successiva della proposta di idee.

Nella “proposta di idee” i partecipanti sono chiamati a lavorare in gruppi tematici. Dopo una breve introduzione ai lavori, in cui il facilitatore presenta la visione comune, comincia una nuova sessione di lavoro di gruppo. Questa volta i gruppi vengono formati mischiando tra loro i partecipanti, in funzione del tema in discussione. Ciascun gruppo avrà così al suo interno rappresentati diversi interessi e dovrà occuparsi, partendo dalla visione comune, di proporre idee su come realizzarla. Anche in questo secondo insieme di attività la discussione dovrà essere guidata, con l’ausilio di una serie di tecniche, per far formulare a ciascun gruppo idee concrete che propongano come realizzare la visione comune e chi dovrà assumersi la responsabilità della loro realizzazione rispetto al tema assegnato. Ogni gruppo potrà formulare un numero limitato di idee. Le idee saranno presentate in una successiva sessione plenaria per essere discusse e votate. Le idee più votate potranno infine essere alla base del piano di azione locale elaborato dai partecipanti per risolvere i problemi in discussione.

ascolto del territorio

La realizzazione del workshop richiederà la partecipazione di facilitatori esperti che contribuiranno alla definizione degli scenari e alla redazione dei documenti finali.

I risultati del workshop saranno diffusi utilizzando strumenti di comunicazione tradizionali e innovativi in modo da garantirne la massima audience.

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